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cucciolotriste.JPG Lo stress è una difesa per il cane; quando la corteccia cerebrale del cane reagisce ad uno stimolo di stress, comunica con il sistema limbico sviluppando una cascata di reazioni chimiche che arrivano in tutto il corpo. In una situazione di stress, l'ormone dell'adrenalina (in inglese questa reazione si chiama "fight or flight" cioè "attacco o fuga") si attiva in pochi secondi. L'ormone a lungo termine, il "cortisolo" risponde allo stress incrementando la mobilitazione dello zucchero nel sangue. Questi cambiamenti chimici sono vitali per la sopravvivenza del cane ma se queste reazioni avvengono troppe volte, troppo facilmente o per troppo tempo, i problemi comportamentali, i disordini emozionali ne sono la conseguenza. Non ci sono conseguenze per periodi di stress brevi, ma se i periodi sono lunghi o se il sistema di risposta allo stress è sempre attivo e risponde quando non necessario, si trasforma in stress cronico e l'attività costante di sostanze chimiche (ormoni) nel corpo causano malattie.
Come e perchè alcuni cani sviluppino più facilmente queste reazioni incontrollate è ancora incerto; sembra comunque che la predisposizione genetica influisca molto su questo meccanismo.



Dog_13c.gif ANSIA: L'ansia è un kit di pronto soccorso chimico; si pensa, erroneamente, che l'ansia sia sempre nociva. Non è così; l'ansia, entro certi limiti, fa stare in allerta, pronti e reattivi evitando di far incappare in pericoli o situazioni spiacevoli. I cani sviluppano, nel corso della loro vita, paure razionali (ad esempio del veterinario) ma altre volte sviluppano paure irrazionali (uomini con cappelli, o tuoni, moto ecc.) che non rappresentano nella realtà alcun pericolo.
Questa paura irrazionale viene chiamata fobia. Alcuni cani sviluppano ansia quando il padrone lascia la stanza, subendo a volte attacchi di panico; tensione muscolare, iperventilazione, comportamenti compulsivi (come leccarsi fino a ferirsi le zampe o altre parti del corpo). Alcune manifestazioni estreme comprendono impossibilità a rilassarsi o a dormire. Questa situazione genera ulteriore stress; è indispensabile rivolgersi ad un veterinario che possa capire la gravità del problema, aiutando cane e padrone a risolverlo.

Depressione: la depressione è difficilmente diagnosticabile in un cane, si manifesta con sintomi vaghi, incerti.
Perdita dell'appetito, comportamento passivo, irritabilità, letargia. Spesso questi sintomi sono legati alla morte di un importante membro della famiglia a cui il cane appartiene. Il neurologo americano Sapolsky afferma che " Le persone con depressione cronica sono coloro le quali la corteccia cerebrale bisbiglia cose tristi al resto del cervello". Nel cane (e nelle persone) questo "bisbiglio" prende posto attraverso la chimica nel sistema limbico del cervello.


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Glossario Wikipedia dei termini usati

 

Adrenalina: L'adrenalina o epinefrina (insieme alla noradrenalina) è un ormone e un neurotrasmettitore rilasciato dal corpo in situazioni di stress; appartiene a una classe di sostanze attive farmacologicamente di nome catecolammine, contenendo nella propria struttura sia un gruppo amminico che un orto-diidrossi-benzene, il cui nome chimico è catecolo.

L'adrenalina è stata ritenuta per anni il neurotrasmettitore principale del sistema nervoso simpatico, nonostante fosse noto che gli effetti della sua somministrazione erano differenti da quelli ottenuti tramite stimolazione diretta del simpatico.

Solitamente, la stimolazione del sistema nervoso simpatico causa una preparazione dell'organismo a una situazione detta di "Attacco o fuga".

Cortisolo: Il cortisolo è un importantissimo ormone prodotto dalla ghiandola surrenale, più precisamente dalla zona fascicolata della sua porzione corticale. È un ormone di tipo steroideo, derivante cioè dal colesterolo, ed in particolare appartiene alla categoria dei glucocorticoidi, di cui fa parte anche il corticosterone (meno attivo).

Il cortisolo viene sintetizzato su stimolazione dell'ormone adrenocorticotropo (ACTH), prodotto dall'ipofisi. La sua azione principale consiste nell'indurre un aumento della glicemia. Questo aumento viene ottenuto stimolando la gluconeogenesi epatica, che in questo caso viene sostenuta dagli amminoacidi derivanti da un accentuato catabolismo proteico, soprattutto a livello dei muscoli scheletrici; si parla perciò di una sua azione anti-insulinica.

Una ulteriore funzione, non meno importante, è quella di contrastare le infiammazioni, in quanto il cortisolo ha una azione anti-immunitaria: questo è il motivo per cui molti farmaci anti-infiammatori si basano sull'utilizzo di questo ormone.

Ansia: L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico.

Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo "combatti o fuggi".

L'ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici.

L'ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale (Seligman, Walker & Rosenhan, 2001). La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d'emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell'ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare.

Dal punto di vista emozionale, l'ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la fonte dell'ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d'ansia. Comunque l'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

Si pensa che i circuiti neurali che coinvolgono l'amigdala e l'ippocampo soggiacciano all'ansia (Rosen & Schulkin, 1998). Quando i soggetti vengono sottoposti a stimoli spiacevoli e potenzialmente dannosi come odori o gusti ripugnanti, le scansioni PET eseguite su di loro mostrano flussi sanguigni aumentati nell'amigdala (Zald & Pardo, 1997; Zald, Hagen & Pardo, 2002). In questi studi, i partecipanti riportarono anche un'ansia moderata. Questo potrebbe indicare che l'ansia sia un meccanismo protettivo progettato per prevenire comportamenti potenzialmente dannosi per l'organismo come nutrirsi di cibo avariato. Se l'ansia ricorre cronicamente e questa ha un forte impatto sulla vita di una persona, si può diagnosticare un disturbo d'ansia. I più comuni sono il disturbo d'ansia generalizzata (DAG), il disturbo di panico (DP), la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post-traumatico da stress (DPTS).

La distinzione con il termine angoscia appartiene solo alle lingue di origine latina, infatti in inglese il termine usato sia per ansia e sia per angoscia è "anxiety", in tedesco "angust".